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La Cinta Senese

Introduzione
Sino al secolo
scorso le razze suine allevate in Italia erano quasi esclusivamente quelle
cosiddette autoctone, più o meno primitive, di colore nero con o senza la
fascia al treno anteriore e macchie bianche alle estremità. Davano prosciutti
magri molto apprezzati, e carni idonee per insaccati.
La cinta senese ha
la sua culla nella zona collinare ad occidente di Siena da cui si è diffusa in
tutta la Toscana per le sue ottime doti di pascolatrice. La principale
caratteristica etnica della razza è data dalla presenza di una larga fascia
bianca che si estende dal garrese alle spalle e agli arti anteriori mentre tutta
la restante parte del corpo è di color bruno ardesia con setole nere, corte e
sottili. La testa ha profilo rettilineo, piuttosto lunga e affusolata terminante
in un grugno robusto e appuntito. Le orecchie, piccole, sono dirette in avanti e
in basso. Tronco non molto lungo, cilindrico con addome cadente. E' soltanto grazie all'impegno di alcuni allevatori
che questa antica razza suina,
originaria del contado senese, è oggi ancora tra noi, seppure in rarissimi esemplari.
Cenni storici
Ci
sono molte testimonianze che indicano l'utilizzo di questa particolare razza suina, sia nella zona di origine che fuori i confini della Toscana,
risalenti anche a periodi dell'alto medioevo. La particolare struttura fisica di
questo animale, resistente anche ad avverse condizioni atmosferiche, permetteva,
infatti, una certa facilità di gestione; per i contadini residenti nelle zone
boschive dei monti del Chianti, ad esempio, costretti ad isolamento quasi totale
per 3-4 mesi all'anno, il possesso di uno o due esemplari di Cinte Senesi era
spesso garanzia di sopravvivenza. Rappresentazioni di cinte sono state trovate
un po' dappertutto; la più famosa è senza dubbio quella degli "effetti
del Buongoverno" (1338-40) di Ambrogio Lorenzetti. Un'altra raffigurazione
importante, che testimonia come questa razza fosse diffusa anche oltre i confini
della Toscana si trova a Venezia, nel pavimento della chiesa di S.Sebastiano -
Cappella dell'Annunziata - datato 1510 di esecuzione faentina. Anche il ciclo di
affreschi della "Cappella di Casanuova di Ama" (1596) a Gaiole in
Chianti, la cui riscoperta fece molto scalpore qualche tempo fa, ne presenta un
esemplare affrescato ai piedi di S.Antonio Abate. Possiamo affermare, senza
timori di smentita, che le carni, i salumi ed il grasso di questo animale hanno
dato un contributo notevole al miglioramento delle condizioni di vita in questa
zona di Italia, infatti ritroviamo esemplari di Cinta Senese dipinti in un
manuale di medicina risalente al XIV secolo, probabilmente i depositi adiposi
erano preziosi oltre che per l'alimentazione, anche per la preparazione di
unguenti e pomate. L'allevamento di questa razza suina ha superato, quasi
indenne, molteplici vicende storico-culturali, dall'inizio dell'Evo Moderno,
fino alla fine della mezzadria e anche nell'immediato secondo dopoguerra, le
Cinte Senesi erano allevate regolarmente. A
memoria d'uomo si ricorda sempre il leggendario "Verro Cinto" di
proprietà dei Ricasoli di Brolio come il più ambito esemplare per le
riproduzioni.
La caratteristiche della
razza Si tratta di una particolare razza suina autoctona della provincia di Siena. E'
caratterizzata da un mantello scuro con una fascia bianca (da cui il nome), il
garrese, le spalle e gli arti anteriori. Il profilo della testa (grifo) si
presenta più allungato e stretto rispetto agli altri tipi di suini, un
adattamento ad uno stile di vita meno domestico. L'alimentazione è fatta
soprattutto di radici, tuberi e materiale organico del sottosuolo, il cui
approvvigionamento necessita di un organo con un senso dell'olfatto molto
sviluppato, ma nello stesso tempo anche adatto alla ricerca in zone fangose ed
al movimento della terra. Le orecchie sono piccole, dirette in avanti e
leggermente in basso, a coprire gli occhi, una protezione in più contro rovi e
sterpaglie. Anche l'apparato scheletrico presenta le sue caratteristiche: la
dimensione delle ossa è, in proporzione, quasi il doppio di quella dei cugini
Landrace o Large White, testimonianza di un adattamento ad una vita dinamica,
selvaggia. Le strutture muscolari si presentano dense, asciutte e molto
vascolarizzate, di colore rosso intenso. I depositi adiposi, croce e delizia di
questa specie suina, presentano delle qualità organolettiche particolari e
pregiate; il rapporto depositi adiposi/carni magre tende ad essere superiore a
quello delle altre razze, questo per la probabile causa di un metabolismo più
lento, che rende gli esemplari di Cinta Senese inadatti ad essere allevati in
condizioni di stabulazione permanente.
Una fascia bianca che cinge il torace, il
garrese, le spalle e gli arti anteriori, le ha conferito il nome e l'immediata
riconoscibilità. Finissimo senso dell'olfatto e grifo allungato gli consentono di
procurarsi radici e tuberi; le orecchie, volte in avanti e verso il basso, proteggono gli
occhi da rovi e sterpaglie. Razza selezionata per
vivere allo stato brado, la Cinta Senese non si presta alla
stabulazione permanente.
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